Robotica Vs Bullismo

 

Come la robotica in classe possa prevenire il Bullismo? La robotica educativa si presenta come strumento inclusivo per definizione. Basata sull’esplorazione pratica degli strumenti e sul fare, propone percorsi alternativi di accesso alla conoscenza che si consolidano nell’attività di gruppo, nella necessità di dover collaborare per costruire motivanti task di programmazione mettendo in gioco le proprie peculiarità in maniera pratica per aiutare o essere aiutati dai propri pari, scoprendo le proprie e altrui capacità. Si è “costretti” in un certo senso a lavorare insieme, a prescindere da eventuali pregiudizi o resistenze relazionali (anche bullo e vittima potrebbero trovarsi a lavorare insieme e ad aver bisogno l’uno dell’altro,). Al contempo preparare task con contenuti mirati a sottolineare la gravità del bullismo e a favorire la presa di coscienza della scorrettezza di determinati comportamenti può essere strumento di prevenzione. Facendo lavorare gli alunni ad un progetto comune dove necessitano comunicazione efficace, relazione e condivisione. Aiutando i ragazzi a sviluppare maggiormente le competenze sociali legate alla collaborazione, all’empatia, al rispetto. L’uso della robotica facilita l’apprendimento, la socializzazione, la condivisione in presenza e online, il lavoro di squadra, una vera e propria occasione per il singolo soggetto, il gruppo dei pari o la classe scolastica, per discutere liberamente negli spazi di quell’apprendimento prossimale che il gioco naturalmente crea tra alunni. Si insegneranno agli studenti della scuola primaria e secondaria di primo ciclo un modello di condivisione online che vada al di là dei semplici post sui social network, associandovi la possibilità di condividere i lavori scolastici, la propria creatività, e materiali replicabili e riutilizzabili. Collaborazione e condivisione saranno quindi le parole chiave dei valori pro-sociali in un ambiente scolastico in grado di far esprimere i bambini ed i ragazzi al pieno delle loro potenzialità, veicolando, attraverso qualcosa che è vicino ai loro interessi, buone prassi di socialità e solidarietà. La robotica può essere quindi uno strumento che rafforza i rapporti all’interno di un gruppo classe. Come qualunque altra attività di gruppo, può permettere la creazione di nuovi legami e una migliore conoscenza fra i partecipanti al gioco. Il lavoro cooperativo mette in campo le capacità di ognuno, lasciando uno spazio funzionale alle abilità del singolo. La robotica non è una bacchetta magica, gli insegnati devono accompagnare gli studenti nel percorso, facilitare e mediare i momenti di lavoro in gruppo poiché le dinamiche tossiche del bullismo possono ricrearsi in qualunque contesto. Il valore aggiunto dell’uso dei robot è quello di creare un contesto di apprendimento che sia al contempo ludico e affascinante per gli alunni. In questo caso si tratta di attività mai sperimentate prima dove tutti gli studenti partiranno dallo stesso livello e avranno le stesse possibilità di partecipazione. Il lavoro cooperativo, in particolare quello legato ad attività innovative come la robotica, può fa emergere abilità e risorse nuove e creare interazioni differenti e positive nel gruppo dei pari. L’efficacia dell’innovazione pedagogica come metodo preventivo di modelli socialmente negativi, è uno strumento per incoraggiare la collaborazione all’interno del gruppo dei pari (Peer Education) in una dimensione di “gioco educativo”. L’interesse verso queste strategie trova una sua naturale ragione di sperimentazione nel formare delle squadre all’interno della scuola che gareggino con le altre nella costruzione di robot e/o partecipano a competizioni di cooperazione e coesione educativa. Lo spirito di squadra rafforza il senso di appartenenza e diminuisce il rischio di atteggiamenti di prevaricazione ed al contempo media valori ed esempio che formano gli alunni in ambiti di relazioni positive e costruttive. A tutto questo si aggiunge un corso di formazione, organizzato dalla rete, sulla robotica contro il bullismo dal titolo “ Le Strade dei Bulli” che si svolgerà in 10 incontri per insegnanti tra i mesi di Gennaio e Maggio 2018 e che vedrà lavorare insieme psicologi, pedagogisti, studenti, insegnanti e Forze dell’Ordine per strutturare delle attività corrette e consapevoli per la prevenzione di questo dirompente fenomeno sociale.

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